ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Don Minzoni di Argenta (FE) - 3A, 3C, 3D

«Da Hikikomori a ’Viva l’amore’. É il mistero dell’adolescenza»

Comprensivo Don Minzoni di Argenta, la prima pagina dei cronisti della secondaria di primo grado Aleotti «Le sue fragilità, le sue potenzialità, le sue curiosità. I temi che abbiamo affrontato nel corso dell’anno»

I giovani cronisti dell’istituto comprensivo Don Minzoni di Argenta, secondaria di primo grado Aleotti, propongono la loro pagina. Sono seguiti della prof Valentina Mantovani e Daniela Morgagni (dirigente scolastico Anna Argelli Savini). Parte prima.

Essere studenti e studentesse di terza media significa affrontare un anno di scuola impegnativo, in preparazione del passaggio al grado superiore. Significa approfondire la conoscenza di sé, anche attraverso laboratori, progetti, riflessioni, nell’ottica di favorire un percorso di orientamento efficace. Fare scelte in modo consapevole, influenzando il proprio futuro, non è semplice; per i nostri ragazzi e ragazze è una prova di maturità. La scuola si prende a cuore il percorso di crescita intellettuale e personale dei ragazzi e riesce nel suo intento quando gli stimoli offerti accendono piccole “luci” di interesse. Vi raccontiamo alcuni dei temi e dei progetti approfonditi quest’anno, legati alla realtà più vicina ai ragazzi: il mistero dell’adolescenza, le sue fragilità, le sue potenzialità, le sue curiosità.

Hikikomori 2000 Avete mai sentito parlare di hikikomori? È una parola giapponese che vuol dire più o meno «isolarsi dal mondo». E no, non si tratta semplicemente di qualcuno che preferisce stare a casa perché è pigro o timido — è una cosa molto più seria e complessa di quanto sembri a prima vista. Gli hikikomori sono ragazzi, quasi sempre tra i 14 e i 30 anni, che a un certo punto decidono di chiudersi in camera e basta. Mesi, a volte anni interi. Niente scuola, niente amici, niente vita sociale. Solo le quattro mura della propria stanza.

In Italia si parla di circa 66.000 casi, e alcuni hanno anche solo 11 anni. Quindi sì, è una cosa che riguarda anche noi, non accade solo in Giappone. Ma perché succede? I motivi sono tanti e spesso si sommano tra loro. C’è chi non regge più la pressione di dover essere sempre il migliore in tutto, chi ha vissuto episodi pesanti di bullismo, chi si sente completamente incompreso dalla famiglia o dagli insegnanti. Ad un certo punto diventa tutto troppo da gestire e la soluzione che sembra più semplice è sparire. Chiudersi.

Non affrontare più niente e nessuno, almeno per un po’. Il problema enorme è che non è per niente una soluzione reale. Chi vive questa situazione smette di dormire di notte, passa ore e ore sui social o sui videogiochi, si spegne lentamente.

Alcuni escono solo quando sono sicuri di non incontrare nessuno che conoscono, altri fanno finta di andare a scuola e invece vagano in giro per la città tutto il giorno. È una vita parallela e silenziosa, fatta di isolamento. Uscirne non è per niente semplice, ma si può fare davvero.

Serve tanto tempo, un buono psicologo, e una famiglia vicina che non giudichi e non forzi mai. Piccoli passi concreti, zero pressione aggiuntiva. Anche la scuola dovrebbe fare molto di più. Forse basterebbe davvero ascoltare chi sta male, prima che sparisca completamente.

W l’amore e gli stereotipi di genere 3000 Quest’anno nella nostra scuola abbiamo affrontato due argomenti complessi: l’educazione all’affettività e gli stereotipi di genere. In molte scuole ancora non si parla di educazione all’affettività e il motivo è sempre lo stesso: le famiglie la vedono come una questione delicata, troppo personale per essere trattata a scuola. C’è chi ha resistenze religiose, chi teme che parlarne troppo presto possa mettere in testa idee sbagliate ai ragazzi. Ma secondo noi è il contrario. Non parlarne è il problema vero. Perché se nessuno ti spiega come funziona il tuo corpo, come fai a capire cosa è giusto e cosa no? Come fai a sapere cosa rischi, cosa senti, cosa hai il diritto di scegliere? La nostra scuola ha partecipato al progetto ’W l’amore’, che è stato organizzato dall’Asl di Ferrara. Le classi hanno avuto l’opportunità di dialogare sul tema con una psicologa e un’ostetrica. Questi incontri ci hanno insegnato a conoscere meglio noi stessi, a capire i cambiamenti del nostro corpo e a ragionare su temi come il consenso e il rispetto.

I RAGAZZI DELLA 3D Kamden Brad, Leone Pollini, Nicoleta Coiman, Nigro Riccardo, Galbusera Alice, Bertuzzi Gemma, Bezzi Gaia, Zeroual Soujoud, Archer Phyllis, Mazzanti Maya, Bruni Linda, Gao Alessandra, Roncagli Alessio, Corobceanu Lazarev Artur, Orlandi Nicola, Lafrakchi Saad, Stafuka Loris, Cibotaru Vasile, Sobolewski Maciej, Singh Tranpreet, Mensah Humphrey

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