L’importanza della memoria. Grazie alle associazioni storiche
Attraverso una serie di incontri e testimonianze, gli studenti della Zangheri si sono confrontati con il passato e hanno capito che «ricordare ciò che è accaduto deve contribuire alla nostra crescita come cittadini»
Manca un mese alla fine della nostra esperienza alle scuole medie e vorremmo approfittare dello spazio concessoci da il Resto del Carlino per ringraziare esperti, volontari e testimoni delle varie associazioni che abbiamo incontrato per approfondire aspetti della nostra storia.
Tutti hanno sottolineato l’importanza della memoria: ricordare ciò che è accaduto deve contribuire alla nostra crescita come cittadini.
Ci siamo messi nei panni degli ebrei che hanno subito le Leggi Razziali e questo è stato reso possibile dall’incontro con Alberto Gagliardo dell’Istituto storico della Resistenza e della storia contemporanea di Forlì. «Giocando a ’Shemànonèungioco’, gioco di ruolo, abbiamo parlato di cosa stava succedendo con l’emanazione delle Leggi Razziali in Italia. Mi ha aperto gli occhi su come le persone ebree venivano escluse dal lavoro, dalla scuola, dalla vita civile. Noi dovevamo far finta di essere quelle persone e in base alle situazioni dovevamo agire usando delle carte, ma non sempre avevamo la carta giusta quindi dovevamo subire. Anche se tutto questo sembrava un gioco, in verità, molti vivevano queste situazioni solo perché erano considerati inferiori. Ma perché incolpare le persone innocenti? Hanno distrutto il futuro di molti bambini e genitori e tutto questo a quale costo? Tutto questo è successo perché qualcuno ha smesso di guardare l’altro come un essere umano. Guardando il mondo di oggi spero che saremo capaci di riconoscere quei segnali prima che diventino realtà, per non dover mai più chiedere a quale costo». (Gabriele) Con Marco Dalmonte dell’Associazione Senio River 1944-1945 abbiamo ripercorso le giornate cruciali della Liberazione di Forlì a partire dal 9 novembre 1944. Le immagini proposte da Marco ci hanno raccontato la piena del fiume Ronco e il tentativo degli alleati di passarlo ad ogni costo con un ponte fatto di barche. «Marco ci ha portato degli oggetti come una cinepresa, un elmetto e dei pezzi di schegge, e ci ha raccontato la loro storia. I video erano molto toccanti perché non pensavo che la guerra fosse così difficile e dolorosa». (Linda).
«I video mostravano case distrutte, carri armati che attraversavano le strade delle città, aerei che lanciavano bombe sulle persone, su Forlì, la piazza e la stazione. Mi ha colpito tutto: c’è stata tanta gente che è morta senza nessuna colpa in un modo così crudele». (Martina).Con Mario Proli e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra abbiamo ripassato gli eventi della guerra, il passaggio della Linea Gustav e della Linea Gotica, ascoltando dalla voce dei testimoni la loro storia. Ci siamo commossi davanti alle loro emozioni: le bombe gli hanno portato via l’infanzia, le famiglie, parti del loro corpo. Ci hanno detto «di stare attenti a ciò che incontriamo nel terreno: potrebbe essere un ordigno inesploso. Mi ha stupito la cifra degli ordigni che sono ancora ritrovati e che a distanza di 80 anni esplodono e uccidono». (Eleonora).
Con Antonio Spazzoli dell’Associazione Fratelli Spazzoli abbiamo ripercorso la storia della sua famiglia che si intreccia alla storia della nostra Forlì nel periodo più duro della Resistenza del 1944, poco prima di essere liberati. Siamo rimasti affascinati dalle vicende della vita di Arturo Spazzoli, il giovane Aviere che ha aiutato a liberare i generali inglesi, e del fratello Tonino, nonno di Antonio, che ha lottato fino alla fine dei suoi giorni per difendere i suoi ideali, non cedendo alle torture nazifasciste. Antonio Spazzoli ha terminato il suo intervento citando una famosa frase di Piero Calamandrei: «Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani…». Ecco siamo così arrivati alla fine del nostro percorso alle medie e vogliamo fare tesoro di questa memoria così importante per difendere la libertà che non è sempre così scontata. Grazie.
Classe 3ªE scuola media Zangheri